Logotipo Società
Studio BMGR Crema - Principi contabili_ultimi aggiornamenti PARTE B
Studio BMGR Crema - Principi contabili_ultimi aggiornamenti PARTE B

Principi contabili_ultimi aggiornamenti PARTE B

Studio Professionale Associato Magnoni-Riboli parla di statuti societari, adeguati assetti e sistema dei controlli: verifiche da effettuare

 

Le recenti modifiche della disciplina delle società di capitali rendono opportuno effettuare una verifica non soltanto formale degli statuti societari, ma anche dell’intero sistema di governance, organizzazione e controllo dell’impresa.

Il punto centrale non è quello di procedere automaticamente alla modifica di tutti gli statuti o di introdurre nuovi organismi in ogni società.

L’obiettivo è invece verificare se la struttura societaria già esistente sia ancora coerente con le nuove disposizioni, con le dimensioni dell’impresa e con i rischi effettivamente presenti nell’attività aziendale.

La verifica dovrebbe quindi interessare tre ambiti strettamente collegati:

  1. statuto e governance societaria;
  2. adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili;
  3. coordinamento dei controlli interni e del sistema previsto dal D.Lgs. 231/2001.

1. STATUTI SOCIETARI: NON SEMPRE DEVONO ESSERE MODIFICATI, MA DEVONO ESSERE CONTROLLATI


La riforma della disciplina delle società di capitali ha modificato e riorganizzato numerose disposizioni del Codice civile.
Questo non significa che ogni società debba necessariamente riscrivere il proprio statuto.
Significa, però, che è opportuno effettuare un check-up dello statuto esistente, verificando se le clausole siano ancora corrette e coerenti con il nuovo quadro normativo.

Cosa verificare
In particolare, è opportuno controllare:

  • il sistema di amministrazione e controllo adottato;
  • i riferimenti ad articoli del Codice civile modificati o rinumerati;
  • le clausole che rinviano genericamente alla legge;
  • le clausole che riproducono integralmente vecchie disposizioni normative;
  • i requisiti richiesti ad amministratori e organi di controllo;
  • le disposizioni sul divieto di concorrenza;
  • eventuali clausole che possono generare dubbi interpretativi.
 
2. ALCUNI ESEMPI PRATICI SUGLI STATUTI


Vecchio riferimento normativo:
Uno statuto richiama un determinato articolo del Codice civile che, a seguito della riforma, è stato rinumerato.
La clausola non diventa automaticamente inefficace.
Se il contenuto della norma è stato semplicemente spostato, il riferimento può generalmente essere interpretato alla luce della nuova numerazione.
È comunque consigliabile aggiornare il testo alla prima occasione utile.

Clausola che riproduce la vecchia legge:
Più delicato è il caso in cui lo statuto non si limiti a richiamare una norma, ma ne riporti integralmente il vecchio contenuto.
In questo caso la clausola potrebbe continuare a valere come autonoma scelta dei soci anche dopo la modifica della legge.

Occorre, quindi, decidere se:

  • mantenerla;
  • modificarla;
  • oppure sostituirla con un semplice rinvio alla normativa vigente.

Sistema di amministrazione e controllo:
Se lo statuto indica chiaramente il sistema adottato dalla società, potrebbe non essere necessario alcun intervento immediato.
Se, invece, lo statuto contiene formule generiche o alternative che non consentono di comprendere con certezza quale modello sia stato scelto, può essere opportuno modificarlo.

Requisiti degli amministratori e degli organi di controllo:
Quando lo statuto richiama requisiti previsti dalla precedente normativa, non è sempre sufficiente aggiornare il numero dell’articolo.

Occorre verificare se quel requisito:

  • è ancora imposto dalla legge;
  • non lo è più;
  • oppure continua a essere richiesto autonomamente dallo statuto.
 
3. ADEGUATI ASSETTI: COSA SIGNIFICA IN CONCRETO


La normativa attribuisce sempre maggiore importanza agli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, richiamati dall’articolo 2086 del Codice civile.
Il concetto può apparire astratto, ma riguarda aspetti molto concreti della gestione quotidiana.

Una società dovrebbe essere organizzata in modo tale da consentire agli amministratori di conoscere tempestivamente:

  • andamento economico dell’impresa;
  • situazione finanziaria;
  • debiti verso banche, fornitori, Erario ed enti previdenziali;
  • crediti scaduti;
  • disponibilità liquide;
  • ordini e commesse;
  • eventuali perdite;
  • principali rischi aziendali;
  • segnali di difficoltà finanziaria o perdita della continuità aziendale.

In concreto, cosa significa?
Un’impresa non deve necessariamente adottare strutture complesse.
Gli assetti devono essere proporzionati alle dimensioni e alla complessità dell’attività.

Piccola impresa
Per una società di piccole dimensioni può essere sufficiente, ad esempio:

  • contabilità aggiornata;
  • situazione periodica dei crediti e debiti;
  • controllo delle disponibilità bancarie;
  • verifica delle scadenze fiscali e contributive;
  • budget finanziario essenziale;
  • confronto periodico tra amministratore e consulenti.

Impresa più strutturata
Una società di maggiori dimensioni potrebbe invece necessitare di:

  • budget annuale;
  • reporting mensile o trimestrale;
  • controllo di gestione;
  • tesoreria;
  • procedure autorizzative;
  • organigramma;
  • sistema di deleghe;
  • monitoraggio dei rischi;
  • procedure interne formalizzate.

Il concetto fondamentale è quindi la proporzionalità: non esiste un unico modello valido per tutte le imprese.

 

**SEGUONO LE ULTERIORI DISPOSIZIONI NELLA CIRCOLARE IN ALLEGATO

 

Per qualsiasi informazione e chiarimento potete contattare lo Studio Professionale Associato Magnoni-Riboli:

T. 0373.257851 – E. info@amministrazionesrl.it 

Share

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email

Lascia un commento

Categorie News

Articoli recenti

Richiedi maggiori informazioni:

Articoli recenti

Compila il form di seguito per richiedere informazioni: